Il primo ricordo che ho della rivoluzione digitale è l’ Orologio al Quarzo. Nei primi anni ’80, qualche compagno delle elementari benestante vantava al polso non più una meccanica circolare ma un quadrante dal nome astrale: AlQuarZo. AlQuarZo poteva contare in modo sovrumano i centesimi di secondo, fermare l’istante inafferrabile, segnare un record come in televisione !

Si tornava a casa e c’erano poi i cartoni giapponesi, dai robot alle serie sportive. Alla sera spot di auto Mitsubishi, Toyota, Honda, Kawasaki. Ogni cosa giapponese era più figa addirittura di quella americana. Con Karate Kid potevi battere un Rocky del Burgy.

Un abilissimo innesto di puro Taylorismo applicato all’ossessione culturale per la precisione tecnica, all’abnegazione nel lavoro ed alla fedeltà per la casta di appartenenza, fondarono il modello organizzativo del Kaizen. L’abbondanza di K rende simile il giapponese al germanico calvinista, a lavorare duramente per un glorioso destino collettivo e riempire d’onore gli eroici antenati. Come ai Tedeschi, la specializzazione in tecnologia industriale e crescita economica esponenziale furono imposte dai vincitori alleati. Come ai Tedeschi e agli Italiani, anche ai Giapponesi fu però imposto ( articolo 9 della Costituzione ) il Pacifismo.

Questo fino all’altro ieri. Oggi il Giappone vuole aumentare le spese militari fino al 2 % del PIL. Nel 2019 il PIL del Giappone fu di 5 Mila Miliardi di Dollari: il 2 % è, se non sbaglio, 100 MILIARDI. Il Giappone è tutt’ora il principale investitore dell’Asia e rispetto al Made in Cina ha prodotti e know how di alto livello ed un’alleanza con l’Occidente che nessun paese asiatico possiede.

Da un po’ di tempo ha inoltre sottilmente ma inarrestabilmente iniziato una campagna propagandistica Panasiatica, stile imperiale, per coinvolgere in chiave anti cinese tutti gli altri paesi del sudest asiatico. Taiwan, la chiave, è stata colonia giapponese fino al ’45. Questo si lega al cambio di tattica globale U.S.A. dismettendo logoranti invasioni di territori condite da improbabili esportazioni del modello occidentale di repubblica democratica, per concentrarsi sul contenimento dei problemi interni e il controllo delle rotte marittime su cui viaggia il 90 % della globalizzazione. Quindi concedere più forza militare al Giappone, come all’UE-Germania.

Da segnalare che la Marina Giapponese ha direttamente invitato la Marina Italiana a partecipare al nuovo assetto di contenimento dell’espansionismo cinese nei porti delle 17 mila isole che danno all’Indonesia 275 milioni di abitanti, per l’87 % musulmani; poi nelle Filippine, Borneo, Nuova Guinea, Singapore, Malesia, Timor Est, fino a lambire l’Australia, ovvero la Corona Britannica.

In questo arcipelago di caotiche ed antiche rivalità, commerci, fazioni, vendette, alleanze, matrimoni, lingue, credenze e mitologie, noi occidentali ci capiremmo ben poco e a ben poco servirebbe insistere sull’esportazione di un modello di valori in tempi rapidi.

Alla storia dei robot, tra l’altro loro ci credono veramente e si stanno proponendo con proverbiale determinazione e sacrificio un limite di popolazione di cento milioni di abitanti, per essere sostenibili e indipendenti. Però questi cento milioni sono per lo più anziani e non potranno più lavorare: ecco che investono concretamente sullo sviluppo di “Deep learning Robots” androidi auto programmanti per ogni tipo di uso. Ogni tipo: domestico, agricolo, industriale, commerciale, scolastico, sexy e militare. Arriveranno come orologi al QuarZo.

つづく