I nomi sono inferiori alla Parola; la parola è inferiore alla Mente. La mente è inferiore alla Volontà.

Esiste una volontà dell’Io, che è il riflesso del mondo. Questa è l’immagine di sé che non può creare.

Esiste una volontà dal Sé creatore del mondo. Questa è la Volontà a cui servire per attingere alla forza creatrice.

La volontà è una Forza se è come in cielo – così in terra, altrimenti viene falsificata in una debolezza.

I paradossi smascherano la mente: a livello verbale, il Sé è un nome riflessivo, mentre l’io è un soggetto. Ma l’io vive in quella camera di specchi che è la mente, qui s’immagina il mondo e lo ordina: la mente inventa la Parola. Tutto il linguaggio di simboli è uno strumento meraviglioso; ma tra il dire e il fare, sappiamo bene, c’è di mezzo e il.

“E il mare, in profondissima quiete e tormentati orizzonti, come sovviene l’eterno e le morte stagioni, porta la sua forza di grazia al fiore della mente e l’indicibile viene fatto vivente e l’immagine realizzata.”